L’economia della condivisione e la condivisione del lavoro

5nov2013

ECONOMIA DELLA CONDIVISIONE E CREAZIONE DI LAVORO
L’economia della condivisione offre un enorme potenziale per creare posti di lavoro. La condivisione sfrutta una vasta gamma di risorse e riduce gli ostacoli alla partenza delle piccole imprese.

Le città possono ridurre il costo delle imprese sostenendo l’innovazione con spazi di lavoro condivisi, start-up finanziate dalla comunità, ovvero dando spazio commerciale nelle proprietà immobiliari comunali. Altresì, a livello legislativo si possono anche eliminare quelle barriere che non permettono di usare la propria casa come ufficio per la propria micro – impresa.

La condivisione può essere al centro di quel modello di lavoro inizialmente progettato per mantenere la ricchezza e i posti di lavoro nella comunità: quello delle cooperative. Nell’era dell’economia globale, dove anche il denaro speso localmente può volare rapidamente da una comunità locale ad una multinazionale coreana, promuovendo le imprese cooperative si possono creare posti di lavoro in loco, radicati saldamente nella comunità. Aspetto altrettanto importante: i lavori cooperativi sono spesso “buoni”, in grado di garantire dignità, creatività, democrazia, oltre ad una retribuzione equa.

Questi aspetti fanno si che le cooperative siano ampiamente riconosciute come più vitali, più resistenti e più sane per le comunità in cui operano delle aziende convenzionali… figuriamoci delle multinazionali. Sostenere la crescita delle imprese cooperative, ovvero delle startup che ruotano attorno al concetto del consumo collaborativo, oggi può essere una delle cose più importanti che una città può fare per sostenere la creazione di posti di lavoro stabili sul proprio territorio. Infatti, superficialmente, le startup cooperative della sharing economy possono apparire come imprese convenzionali, ma si distinguono dalle imprese tradizionali per due motivi principali:

1 ) La responsabilità è dei membri, non degli azionisti (spesso assenti). Mi spiego: il Consiglio di Amministrazione di una cooperativa è eletto sulla base di un voto da ciascuno dei membri della cooperativa, che sono tipicamente sia i lavoratori, sia i clienti (o entrambi) dell’azienda. A differenza delle aziende convenzionali, dove le decisioni vanno a beneficio degli azionisti, le cooperative, gioco forza, prendono decisioni che servono i propri interessi, cioè quelli dei lavoratori e dei clienti locali.

2) I profitti sono condivisi sulla base di del contributo fornito, non delle quote azionarie. A differenza delle imprese tradizionali, che distribuiscono gli utili ai soci sulla base delle quote di capitale posseduto, le cooperative distribuiscono gli utili ai soci sulla base del contributo di ogni membro al lavoro della cooperativa. Esattamente come per le decisioni. In una cooperativa di lavoratori, l’utile che un lavoratore riceve è pari al valore del lavoro che ha fornito, così come in una cooperativa di consumo è pari al valore o alla quantità degli acquisti effettuati dai clienti. In questo modo, la ricchezza si diffonde all’interno della comunità invece di andare verso azionisti, spesso al di fuori del territorio.

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